Spunti per il XVII Pellegrinaggio a Trivolzio

TUTTE LE COSE SONO MIRACOLO

Il miracolo più grande e più continuo è la fede. La fede di tanti che la ritrovano e la mettono al centro dell’intelligenza e del cuore, che “si irrobustisce” e diviene consapevolezza critica della verità, che è Cristo. Che diventa tensione all’annuncio di Lui a tutti gli uomini, fino agli estremi confini del mondo. Come richiamava Giovanni paolo II in occasione dell’Anno Santo del 1983: “Duc in altum. Sentiamo compagno vicinissimo e tenace S. RICCARDO PAMPURI, in questo prendere il largo nel grande mare della missione della Chiesa”

SAN RICCARDO PAMPURI

“A volte il Signore è così prodigo che dona al suo popolo santi particolarmente visibili e vicini, nel tempo e nello spazio, come San Riccardo Pampuri. Nella storia della grande amicizia cristiana, San Riccardo si rivela come un fratello maggiore, che indica alla nostra vita inevoluta, ma pur desiderosa della santità, la radice di ciò che conta, cioè l’appartenenza a Cristo, e la via che essa apre, la sequela a Lui. Non è la sua una vicenda clamorosa quanto a opere, ma lo spettacolo di San Pampuri sta nell’amore a Cristo presente nella Chiesa e nel mistero della sofferenza, nell’adorazione e nel servizio di tale Presenza vissuti giorno dopo giorno, nella semplicità dell’offerta. Ci sia egli intercessore di tante grazie e ci ottenga il dono di un cuore, come Il suo, tormentato dalla gloria di Cristo, ferito dal suo amore, con una piaga che non si rimargini se non in cielo” (Don Luigi Giussani)

“In una comunità che doveva fare della misericordia il motto principale del proprio ministero, San Riccardo sentì di dover rispondere con un nuovo segno ed una nuova disponibilità a Cristo, “con una corrispondenza sempre più pronta e generosa, con un abbandono sempre più completo, sempre più perfetto nel Cuore Sacratissimo di Gesù”. (lettera alla sorella, 6 ottobre 1923).

Come non essere toccati dalle parole con cui San Riccardo si rivolgeva, in un ultimo colloquio, al suo direttore Spirituale: “Padre, come mi accoglierà Iddio? (…) Io lo amato tanto, e tanto lo amo “. In questo intenso amore sta il supremo valore del carisma di un vero Fratello dell’Ordine di San Giovanni di Dio, la cui vocazione consiste proprio nel riproporre l’immagine di Cristo per ogni uomo incontrato nel proprio cammino. In un rapporto fatto di amore disinteressato e alimentato alla sorgente di un cuore puro”. (Giovanni Paolo II)